In questi ultimi anni l’informazione in provincia di Avellino si è evoluta positivamente. Non solo in
termini di pluralità dell’informazione, ma soprattutto nella sua qualità. In
questo senso Ottopagine ha dato un contributo notevole, dimostrando non solo di
produrre un quotidiano di qualità, ma anche di saper cogliere le opportunità
offerte da internet, attraverso l’allestimento di un portale di grande utilità
e attraverso la costituzione di un suo gruppo su uno dei social network più
affermati.
Tuttavia, devo rilevare che se la pluralità è una caratteristica
dell’informazione irpina, il pluralismo lo è un po’ meno, anche se alcune
ultime iniziative editoriali hanno invertito questa tendenza. Ottopagine, in
tutta franchezza, si è sempre distinta nel dare voce alle diverse posizioni
politiche, pur mantenendo una sua precisa linea editoriale. E allora, in occasione di questo tredicesimo
anniversario di Ottopagine, vorrei sollecitare un momento di riflessione sulla
libertà di stampa e chiedere se questa sia sufficientemente garantita anche in
Irpinia.
Se è vero che la libertà di stampa non può essere assimilata all’etica
professionale, tuttavia sempre auspicabile, è anche vero, bando alle ipocrisie,
che nessun giornalista è “padrone” di se stesso. Non è forse vero che la
libertà di stampa è garantita nella misura in cui è garantito il pluralismo
editoriale? Nella misura in cui un’illuminata classe imprenditoriale avverte
l’esigenza di sostenere chi manifesta l’intenzione di aggiungere al panorama
dell’informazione una voce “diversa”, “alternativa” o, se si vuole, “fuori dal
coro”?
Pertanto, non mi aggiungo alla pletora di chi inveisce contro i direttori
di testata, imputando loro la mancanza di pluralismo nella nostra informazione.
Chiedo, piuttosto, quale sia stato finora il contributo dato e in che misura
gli imprenditori irpini avvertano l’esigenza di sostenere chi, in questa
provincia, vorrebbe continuare dire la sua.
| inviato da
arturoiannaccone il 1/12/2008 alle 9:58 | |